Le immagini in Bianco e Nero, piacciono. Danno la sensazione vintage dei tempi andati in cui la foto era una cosa preziosissima, complessa ed artistica.

Ho usato tre aggettivi: prezioso, complesso ed artistico, come se la fotografia attuale  avesse perso completamente queste caratteristiche.

No! La fotografia ai tempi del digitale non è “facile” anche se lo sembra perchè basta sciacciare il bottone rosso sullo schermo di uno smartphone che la foto è bella pronta. Ma quella non è una fotografia, è solo la vista, attraverso il piccolo foro dell’obiettivo, di uno smartphone. Il tuo smart phone, realizza velocemente le foto. Ma sono tutte uguali. Usa sempre e solo gli stessi parametri, mediati, magari dall’intelligenza artificiale. Ma si tratta sempre del medesimo processo. Nulla cambia in presenza di luci , ombre, e colori simili.

No! la fotografia digitale non è assolutamente “facile”. Come nell’analogico c’è dietro l’obiettivo una “mente”. Una Mente che non è artificiale. C’è pure dietro lo smartphone, mi direte. Certo c’è ma chi opera nello scatto è la mente artificiale. L’uomo, il fotografo, invece prevede come in una danza ciò che avverrà e sablisce le modalità di scatto. Profondità di campo. Composizione delle ombre. Aspetti piacevoli di un controluce. Tempi di scatto in funzione della rappresentazione che si vuole dare. Se sei un fotografo ed hai tanta esperienza ed una macchina che si presta a queste veloci varaizioni di comando allora realizzi una fotografia. Che come si vede è moltocomplessa. Senza considerare il “dopo” con tutte le  problematiceh dello sviluppo.

Preziosa. Sì una fotografia era preziosa un tempo. Pochi potevano accedere un secolo fa a questa forma di rappresentazione. E qull’unica foto che li ritraeva, magari in compagnia di componenti della famiglia, era custodita proprio come un tesoretto.  Ma anche oggi, quella particolare fotografia, quella, tra alcune centinaia di altre immagini ha un grande vaore. Lo può avere per il fotografo. Lo può avere per il soggetto.

Ed una fotografia oggi può avere la pretesa di essere artistica. Si pensi a tutto il filone della fotografia concettuale. Foto che appena vista restano impresse nella nostra memoria.

Ma tornando al bianco e nero, non è semlice stabilire se la Fotografia matrimonio bianco nero è adatta o meno ad un matrimonio. Dipende da chi guarda, dipende dagli sposi.  Va però detto che la grande differenza tra binco e nero e colre, risiede nell’assenza di colore nel bianco e nero. Affermazione banale. Ha però un grande impatto sulla nostra percezione, in cui gli elemnti che compongono l’immagine sono fortemente ridotti.

La fotografia in bianco e nero concede, con immediatezza, al nostro sistema percettivo la selezione tra “figura” e “sfondo” (Teoria della Gestalt). Permettendo a chi osserva di concentrarsi subito sul soggetto senza divagazioni. E questa caratteristica a gran parte delle persone crea una sorta di “piacere”.

Avremo ancora modo di discorrere sul Bianco/Nero e sul colore. Per ora vorrei semplicemente mostrare la trasposizione di alcune fotografie in monocromatico. Si tratta dell’ultimo matrimonio realizzato nel 2020 prima dell’epidemia del Coronavirus.