La Sposa si sposa in bianco. Lo Sposo in grigio, nero, talvolta blu.  L’abito bianco è molto bello, è conforme alla tradizione e tutte le spose lo vogliono. Molte sono le variazioni introdotte  dagli stilisti: lunghezza, strascico, pizzi, merletti e scollature, anteriori e posteriori più o meno accentuate. Il bianco è accecante, risalta benissimo anche nel controluce, in particolare se l’abito dello sposo è scuro. I pizzi ed i veli arricchiscono molto la coreografia dell’immagine con le pieghe e gli svolazzi imprevisti.

Un matrimonio classico si presta moltissimo alla realizzazione di un filmato o di un album in bianco e nero. Il fotografo può giocare sui contrasti, sulle luci intense, che illuminano parte dei volti e fanno emergere dalla pagina il candore delle stoffe, che esaltano le infinite tonalità di grigio dei volti e delle spalle, in modo particolare se sono scoperte.

Lo stesso matrimonio nella stampa a colori è diverso. Il bianco e il nero degli abiti di chi si sposa vengono messi in secondo piano dall’aggressività dei colori che li circondano. Vedo sul prato muoversi la sposa con il suo bell’abito bianco che lascia uno strascico candido sull’erba. Certo si osserva la sposa e si apprezza la bellezza dell’abito, ma quel verde del prato, il blu profondo del cielo e magari quell’abito rosso dell’amica che le è accanto disturbano la visione e fanno vagare l’occhio lungo tutto il quadro, lasciando, magari solo per poco, in oblio la sposa.

Non tutti gli sposi chiedono un servizio fotografico di matrimonio completamente in bianco e nero. Al colore non voglio rinunciare, neppure nell’album e nel video. Il colore rappresenta la realtà. E gli sposi vogliono ricordare negli anni futuri la realtà degli attimi che hanno vissuto. Hanno per mesi organizzato un festa, scelto abiti bellissimi e costosi ed al fotografo hanno chiesto un servizio di matrimonio in stile “reportage”. E desiderano il loro album di matrimonio il più vicino possibile ad un documentario della loro giornata. Il racconto che vogliono che emerga dall’album di matrimonio lo desiderano fresco, naturale, il più possibile vicino alla realtà, colori vivi e rispondenti all’ambiente con l’incarnato delicato sia per gli sposi che per gli invitati ed i parenti. Chiedono qualche immagine posata, più artistica con qualche effetto. Ma queste si vuole siano poche fotografie distribuite in poche pagine dell’album.

Rendere fotogenico l’abito da sposa.

Ed allora il fotografo interviene con un consiglio: rendere fotogenico l’abito da sposa.  L’abito nell’immagine stampata deve colpire l’osservatore. Il suo aspetto deve essere più evidente del parato, risaltare nelle navate delle chiese o sotto un cielo profondamente turchino. Ma come facciamo a rendere “fotogenico” l’abito da sposa?

Il consiglio è quello di scegliere un proprio “colore”. Le spose normalmente lo fanno. Ad esso associano le loro emozioni ed i sentimenti che vogliono comunicare. Quel colore viene spesso esaltato nel “bouquet” e nelle decorazioni dei tavoli e dell’ambiente. Ecco, quel “colore” può essere anche aggiunto all’abito.

Il modo più semplice è quello di aggiungere all’abito una cintura di seta colorata oppure un manto dello stesso colore o un  grande fiocco colorato. A me piace moltissimo la fascia colorata alla vita della sposa.

In alternativa si può scegliere direttamente un abito che abbia anche dei ricami con quel colore. Come esempio riporto qui alcune immagini del matrimonio di Carlotta e Daniele.

L’abito bianco di Carlotta ha un ricamo delicato bianco e rosso. Rosso è il nastro che allaccia sulla schiena l’abito. Rosso naturalmente era il colore del matrimonio. Fu una scelta molto originale: Carlotta e Daniele nel giardino di casa hanno una coltura di peperoncini rossi. Ce ne sono di tantissimi tipi. E devo dire alcuni molto piccanti: poi spiego perchè.  Gli sposi in realtà non hanno individuato come icona del loro matrimonio il colore rosso. Hanno scelto il peperoncino. Peperoncino rosso, molto intenso che ha decorato il “bouquet” e gli abiti  dello sposo, del babbo di Carlotta e dei testimoni. Anche durante il rinfresco su ogni tavolo c’era una boccetta di olio al peperoncino. Ecco, quello lo uso talvolta, e devo dire che è piccantissimo.

I bellissimi abiti sono stati acquistati all’Atelier dei Sogni a Signa (FI) per la sposa e Carlo Pignatelli per lo sposo.

Il gioco dei colori.

Grazie alla giornata di metà settembre, soleggiata, con un cielo di un celeste fantastico, gli abiti degli sposi, classici, ma con quel tono di colore mi hanno permesso di giocare con le tonalità, talvolta esaltandole, per far emergere la sposa dal contesto senza per nulla rinunciare allo “stile reportage” che ci eravamo imposti.

Insomma, mi sono lasciato influenzare dal grande William Eggleston Il Maestro Del Colore.

Se leggendo queste righe farete anche un escursus nei due link riportati ( Carlo PIgnatelli e l’Atelier dei Sogni ) noterete che tutti gli abiti da sposa, illustrati nelle rispettive pagine web, sono rigorosamente bianchi.

Il mio è un consiglio da fotografo per aggiungere una nota di colore all’indimenticabile giornata degli sposi.

Il presente articolo è stato scritto da ©Roberto Salvatori. Tutti i diritti sono riservati e non è consentita la riproduzione di testo o immagini neppure parziale senza l’autorizzazione di chi scrive.