Sembra incredibile ma anche di Napoleone abbiamo la fotografia. Un piccolo cartoncino color ocra della dimensione di 5,5 cm di larghezza per 8,5 cm di altezza. Al giorno d’oggi questa dimensione il cui rapporto tra i lati è molto vicino al numero aurico, viene utilizzata per le per i biglietti da visita.

In realtà nel 1821 quando il riposo colse Napoleone Buonaparte, la fotografia ancora non esisteva (magari qualche timido tentativo di Talbot). La data di nascita della fotografia viene ormai indicata nel 1839, quando François Jean Dominique Arago ne annunciò la scoperta all’Accademia di Francia. 

Il Napoleone fotografato di cui parliamo era Napoleone III. Nel cartoncino lo si vede in piedi dietro una bellissima poltrona. Indossa pantaloni, forse grigi, panciotto e giacca lunga aperta sulla figura che mostra una certa pancetta, camicia a collo alto ornata dal fiocchetto. Porta baffetti  e pizzetto e si evince la fronte leggermente stempiata.

La foto la scattò nel suo studio parigino André Adolphe Eugène Disderi . Disderi non era famoso solo per quella fortunata foto, ma soprattutto per aver brevettato nel 1848 un sistema di fotografia multipla, che sulla medesima lastra era in grado di impressionare 8 immagini. Disderi aveva modificato la macchina fotografica adattando 4 obbiettivi, in un primo tempo, poi 8 ed infine 12. 

Ogni impressione sulla lastra fotografica aveva appunto le dimensioni citate 5,5×8,5 centimetri. 

Questo brevetto, e la forte semplificazione che creò, ebbe un grandissimo successo anche per l’abbattimento notevole del prezzo di stampa. Le “carte de visite” furono molto ricercate e divennero anche oggetto da collezione. Ad esempio ’immagine di Napoleone III fu diffusa in migliaia di copie. Potenti e popolani, tutti, vollero accaparrarsi le “carte de visite” di personaggi famosi o semplicemente di loro stessi e della loro famiglia.

Ma già a pochi anni dai suoi natali la tecnica fotografica sperimentò una rapida obsolescenza: già negli anni ’70 un nuovo prodotto si affacciò sul mercato: le cabinet cards, preferite dal pubblico perchè di dimensioni maggiori (11 cm per 17 cm). 

Disderi nel 1877 fu costretto a chiudere lo studio parigino, non essendo stato in grado di gestire la nuova tecnologia.  Morì in miseria in un ospizio nel 1890.

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